ALTURA - Vigneto in Isola del Giglio - Arcipelago Toscano
Così l'idea.
Il nostro lavoro al Giglio scaturisce dal nostro viver qui ed essere grati, cavalli donati vocati a “una vertù d’amor tanto gentile” per la vigna la vita e l’isola che ci fa passare oltre ogni amarezza, difficoltà contrasto e pesantezza.
Recuperiamo, scopriamo, coltiviamo, per il nostro piacere ma anche per dare un segnale forte in direzione opposta allo strapotere della monocultura del mercato del profitto immediato commerciale immobiliare e turistico, desertificazione emotiva, spopolamento. Iniziamo, primi sull’isola, nel 1999.
Ed ecco chilometri di muri a secco, fatica e bellezza, valenza sociale, totalmente manuale, e poi paesaggio, ricostituzione, e salvaguardia, custodia, derisione, e biodiversità, manutenzione, varietà antiche, autoctono, estinzione, lavoro enorme e gran soddisfazione, invidia, stima e pesi sul groppone. E siamo sempre qua.
"Presenti, precursori, diligenti, come sono nel campo le sementi."
"Il Giglio magico ed eroico di Francesco Carfagna, il cantastorie delle vigne"
F. Taddia - Repubblica Maggio 2021
Così il Lavoro.
Acquisizione da parte della nostra famiglia di circa tre ettari di vigneto abbandonato, sdirovamento ed estirpazione degli arbusti infestanti, ricostruzione di migliaia di metri di muri a secco e canalizzazioni delle acque, contemporanea lavorazione del terreno, impianto dei portainnesti, innesti sul campo con germoplasma autoctono, sistemazione ad alberello basso.
Ardua e difficile, completamente manuale, assai apprezzata dove esiste e così dura da praticare, la nostra viticoltura viene chiamata “eroica”, come la sinfonia, e, come sinfonia: - io sogno d’esserti vicino…
"Così il lavoro."
Così l'Uva.
Ansonaco è il nome tradizionale del vitigno più diffuso, radicato e coltivato da sempre all’Isola del Giglio, uva ansonica.
Terrazzamenti ed enormi rocce ovunque, siccità, vento e sole molto forti in tutte le stagioni, salsedine, minerali, terreno generalmente sabbioso e acido, radici che si spingono a cercare nutrimento e frescura in profondità sotto le rocce o nelle fenditure, vigneti bassi e basse rese, lavorazioni e raccolta manuali, varietà autoctone.
La sua assoluta specificità è maturata nel corso dei secoli attraverso la selezione naturale e l’esperienza dei vecchi maestri coltivatori che hanno portato all’affermazione delle varietà più adatte a prosperare in questo territorio unico così bello e terribile.
"Così l’uva."